Alessio Foconi: “Quando ho vinto la medaglia d’oro ai Mondiali di Wuxi, in Cina, nel fioretto individuale e in quello a squadre ho pensato a tutti i sacrifici fatti per arrivare fin lì e a quanto sarebbe stato più facile mollare davanti alle difficoltà. Non l’ho mai fatto, nemmeno quando vedevo gli altri gareggiare dalla tribuna perché ero stato eliminato. In questo senso la mia storia è un po’ la storia di ognuno di voi. Spesso chi non arriva prima cede. Io, noi, non abbiamo mai mollato e abbiamo cercato sempre, gara dopo gara, di migliorare. Mi sono allenato duro in uno sport che per fortuna amo molto. E oggi sono campione del mondo. Sento di averlo meritato perchè ho creduto in me stesso anche nei momenti più difficili. So che in tutti voi esiste la stessa determinazione. Grazie per l’esempio che siete capaci di dare a tutto il mondo. A tutti voi auguro di dare il meglio”.

Elisa Vardaro: “Ragazze e ragazzi, atleti e atlete, so perfettamente cosa significa desiderare con tutto il cuore essere in pedana, dare il meglio, superare i propri limiti, commuoversi con una medaglia al collo ascoltando l’inno nazionale. E’ per queste emozioni che viviamo e lottiamo ogni giorno. Per rendere orgogliosi noi stessi, i nostri tecnici e i nostri circoli, i nostri familiari ed i nostri tifosi. Non rappresentate solo il movimento paralimpico, ma tutti coloro che credono nella passione, nel lavoro e nel sacrificio. Tutti coloro che credono che la vita non finisce con una disabilità. E che la diversità sia una splendida ricchezza. Perchè lo sport, in fondo, non ammette differenze”.